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Parlare durante la ricreazione

Da anni accompagniamo le scuole con percorsi concreti, pensati per rendere gli studenti protagonisti del loro futuro.

Qualunque strada scelgano, università, lavoro o formazione tecnica, le competenze trasversali restano la chiave per crescere.

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Il potenziale dei giovani diventa visibile: un corto al David

  • 6 feb
  • Tempo di lettura: 3 min

Ci sono momenti in cui il talento dei ragazzi emerge in modo sorprendente. Succede quando vengono messi in contesti reali, responsabilizzati, accompagnati e ascoltati. Succede quando smettono di essere spettatori e diventano parte attiva di un processo creativo e produttivo.


Il cortometraggio Le Faremo Sapere, realizzato con il coinvolgimento diretto dei nostri studenti, è entrato nella shortlist dei David di Donatello. Questo riconoscimento dimostra quanto sia vero che un confronto reale con chi sa ascoltare e comprendere, unito alla possibilità di mettersi alla prova in contesti concreti, può trasformare il potenziale dei giovani in risultati straordinari.


Negli ultimi anni, all’interno delle esperienze di Formazione Scuola Lavoro sviluppate insieme a Oriocenter, abbiamo osservato qualcosa di molto chiaro: quando ai ragazzi viene data fiducia e uno spazio autentico di espressione, il loro sguardo non è solo fresco ma anche utile, concreto, capace di generare valore.



Il progetto Settima Arte, ideato per Oriocenter e legato al linguaggio cinematografico, ha sempre avuto questo obiettivo: permettere agli studenti di sperimentare ruoli, tempi e responsabilità simili a quelli di un vero contesto professionale. Non per trasformarli in registi o attori, ma per far emergere competenze trasversali spesso invisibili finché non vengono messe alla prova. Collaborazione, gestione dello stress, capacità di prendere decisioni, ascolto reciproco: abilità che si rivelano solo quando il lavoro diventa reale.

Nel tempo, osservando i ragazzi lavorare sui set, costruire storie, confrontarsi con vincoli e imprevisti, è emersa una domanda naturale: cosa succede se il potenziale che vediamo durante queste settimane viene portato ancora più in profondità?

Da qui è nata l’evoluzione del progetto. Alcuni studenti selezionati tra i partecipanti alle edizioni ordinarie hanno avuto la possibilità di affiancare una troupe cinematografica professionale durante l’estate. Non più solo simulazione, ma produzione vera. Non più solo esercizio creativo, ma responsabilità condivisa con professionisti del settore.


Il risultato più evidente è stato il cortometraggio Le Faremo Sapere, realizzato nel 2024 con il coinvolgimento diretto degli studenti all’interno della troupe. Un progetto che ha già ottenuto riconoscimenti importanti, tra cui due premi al Cortinametraggio, i premi per Miglior sceneggiatura e Miglior attore protagonista ricevuti al Festival “E Fu Cinema” di Pomarance, il Premio Troisi al Videocorto Nettuno e i due premi per “Miglior Attore” e “Miglior Attrice”, rispettivamente a Giorgio Marchesi e Antonia Fotaras, al Movievalley di Bologna - e che oggi si trova in shortlist per i David di Donatello. Ma al di là dei premi, ciò che conta davvero è il processo che lo ha reso possibile: ragazzi che hanno dimostrato affidabilità, intuizione e capacità di contribuire concretamente a un prodotto professionale.


Queste esperienze raccontano qualcosa di più ampio del cinema. Raccontano cosa accade quando le aziende decidono di aprire spazi reali ai giovani, permettendo loro di osservare, provare, sbagliare e contribuire. Non si tratta di offrire opportunità a parole, ma di creare contesti in cui il valore dei ragazzi si vede davvero - e spesso sorprende sia chi li osserva, sia chi lo conosce in circostanze differenti.


Per molte imprese, lavorare con la Generazione Z può sembrare complesso: linguaggi diversi, aspettative nuove, modalità relazionali in evoluzione. Ma proprio per questo diventa strategico costruire esperienze concrete e guidate, dove l’incontro avviene in modo strutturato e significativo. Quando accade, il risultato non è solo educativo: è culturale.

I ragazzi portano prospettive nuove, capacità di lettura del presente e una sensibilità comunicativa che spesso anticipa i cambiamenti. Offrire loro contesti autentici significa anche permettere alle aziende di osservare da vicino come evolvono i linguaggi, le motivazioni e i modi di lavorare delle nuove generazioni.


Investire sui giovani non dovrebbe essere un gesto simbolico. È una scelta strategica che produce valore nel tempo. Le esperienze sviluppate per Oriocenter attorno al linguaggio cinematografico mostrano che quando l’incontro tra impresa e giovani è progettato con cura, può generare risultati inattesi - e talvolta straordinari.

Perché il potenziale dei ragazzi non è qualcosa da scoprire a posteriori: emerge quando qualcuno decide di crederci abbastanza da creare lo spazio giusto perché accada.



 
 
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